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piacere
di leggere
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| ITIS POZZUOLI | |||||
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Il Sistema Il Sistema era riuscito anche a trasformare la classica estorsione e le logiche d'usura. Compresero che i commercianti avevano bisogno di liquidità, che le banche erano sempre più rigide e si inserirono nel rapporto tra fornitori e negozianti. I commercianti che devono acquistare i propri articoli possono pagarli in contanti, oppure con cambiali. Se pagano in contanti il prezzo è minore, dalla metà ai due terzi dell'importo che pagherebbero in cambiali. In questa situazione quindi il commerciante ha tutto l'interesse a pagare in contanti, e la ditta venditrice ha lo stesso interesse. Il contante viene offerto dal clan a tassi mediamente del 10 per cento. In questo modo si crea automaticamente un rapporto societario di fatto tra il commerciante acquirente, il venditore e il finanziatore occulto, ossia i clan. I proventi dell'attività vengono divisi al 50 per cento ma può accadere che l'indebitamento faccia entrare percentuali sempre più ampie nelle casse del clan e che alla fine il commerciante diventi un semplice prestanome che percepisce uno stipendio mensile. I clan non sono come le banche che rispondono al debito arraffando tutto, il bene lo utilizzano lasciando che ci lavorino le persone con esperienza che hanno perso la proprietà. Secondo quanto emerge dalle dichiarazioni di un pentito, nell'inchiesta della DDA del 2004, il 50 per cento dei negozi solo a Napoli è eterodiretto dalla camorra. Ormai l'estorsione mensile, quella alla Mi manda Picone, il film di Nanni Loy, del porta a porta a Natale, Pasqua e Ferragosto è una prassi da clan straccione, usata da gruppi che cercano di sopravvivere, incapaci di fare impresa. Tutto è cambiato. I Nuvoletta di Marano, periferia a nord di Napoli, avevano innescato un meccanismo più articolato ed efficiente di racket fondato sul vantaggio reciproco e sull'imposizione delle forniture. Giuseppe Gala detto "showman" era diventato uno dei più apprezzati e richiesti agenti nel business alimentare. Era agente della Bauli e della Von Holten e attraverso la Vip Alimentari aveva conquistato un posto di esclusivista della Parmalat per la zona di Marano. In una conversazione telefonica depositata dai magistrati della DDA di Napoli nell'autunno del 2003, Gala si vantava della sua qualità di agente: "Li ho bruciati tutti, siamo i più forti sul mercato". Le ditte che trattava infatti avevano la certezza di essere presenti su tutto il territorio da lui coperto e la garanzia di un elevato numero di ordinazioni. D'altro canto i commercianti e i supermarket erano ben felici di poter interloquire con Peppe Gala poiché forniva sconti assai più alti sulla merce, avendo possibilità di fare pressione sulle aziende e sui fornitori. Essendo un uomo del Sistema, "Showman" poteva assicurare, controllando anche i trasporti, prezzi favorevoli e arrivi tempestivi. Il clan non impone con l'intimidazione il prodotto che decide di "adottare" ma con la convenienza. Le aziende rappresentate da Gala dichiaravano di essere state vittime del racket della camorra, di aver subito il diktat dei clan. Ma osservando i dati commerciali rintracciabili nei dati di Confcommercio era possibile osservare che le ditte che si erano rivolte a Gala nel lasso di tempo che va dal 1998 al 2003 hanno avuto un incremento di vendite annuale che va dal 40 all'80 per cento. Con le sue strategie economiche, Gala riusciva persino a risolvere i problemi di liquidità monetaria dei clan. Arrivò a imporre un sovrapprezzo sul panettone nel periodo natalizio per poter pagare la tredicesima alle famiglie dei detenuti affiliati ai Nuvoletta. H successo però fu fatale a "showman". Tentò, secondo il racconto di alcuni pentiti, di diventare esclusivista anche nel mercato della droga. La famiglia Nuvoletta non ne volle sapere. Lo trovarono nel gennaio del 2003 bruciato vivo nella sua auto. da Gomorra di Roberto Saviano p 60-62
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