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La poesia ha anima e corpo.
Arriva tutta intera a catturarci il cuore come un affresco di Michelangelo, un dipinto di Van Gogh.
Siamo in una seconda classe appena all'inizio di un percorso sul testo poetico.
Siamo qui a separare necessariamente il corpo della poesia allo scopo di dare parole e linguaggio a quel significante che non può essere diviso.
Siamo a scuola - dicevo- e questo contesto fa la differenza, perchè anche quello che "naturalmente" appartiene a tutti, diviene per lo più "altro da sè", per lo più accolto con diffidenza, per lo più vissuto come "dovere".
Ma la poesia nasce da dentro e appartiene a chiunque. A chiunque cerchi di dare voce nuova all'intensità delle proprie emozioni.
Come Pablo Neruda insegnerà al modesto postino dell'isola nell'indimenticabile film di Troisi: le metafore delle onde che fanno venire il mal di stamaco.
I testi poetici o le "riscritture"che seguono sono alcuni di quelli partiti così, da un imput ...
Perchè chiunque abbia dentro un'urgenza emotiva, un'intenzione comunicativa può concedersi il piacere di giocare col suo messaggio nell'infinito universo "poetico": parole, immagini, suono, ritmo. Nel tentativo di renderlo più avvincente e motivante, gli alunni sono stati indirizzati verso linguaggi a loro più congeniali in questa "sbornia" audiovisiva che i media rovesciano loro addosso: immagini e musica.
Perchè la poesia è ... "di chi serve". |