LA TENDA VERDE

Gentile Sindaco Sauro Secone,

Sto cercando, per come posso, di attivarmi a collaborare con chi ne è più capace per una soluzione al problema rifiuti.
Ovvio che da semplice giovane cittadino il mio impegno può essere relativamente utile, ma credo fermamente che per porre fine a questo come qualsiasi altro problema sociale sia necessaria la partecipazione attiva dei cittadini.
Dunque non avendo conoscenze tecniche, ne disponendo di mezzi adeguati, ne appartenendo ad un qualche circuito associativo che mi possa permettere di operare concretamente e in maniera forte, mi limito a prendere parte a quella già grande fetta di cittadini che, leggendo i giornali e vedendo i tg, apprende delle informazioni e le rilancia in forma di proposta, forse elementare ma spero non inutile.

Parto subito dando qualche idea sulla differenziata.
Innanzi tutto approfitterei del mio punto di vista di cittadino, che fa la raccolta differenziata da parecchi anni, da molto prima che fosse inaugurata a Quarto, per sottolineare al municipio e a chi è responsabile del problema che c’è una grandissima separazione tra il cittadino che fa la differenziata a casa sua e l’ente, l’ istituzione preposta alla raccolta e alla lavorazione dei materiali.
Questo è dovuto ad una grande disinformazione.
Intendo dire che:
1) in primo luogo, il cittadino che arriva a fare la raccolta differenziata deve essere educato, su come dividere i rifiuti.
A tale proposito leggevo su La Repubblica di qualche giorno fa, tra le lettere, quella di una signora casalinga che faceva capire come non tutte le persone riuscivano ad individuare nella definizione di “rifiuti umidi” quei rifiuti che vanno in decomposizione. La signora faceva capire che negli ambienti più popolari ci sarebbe bisogno di qualche identificazione maggiore per la differenziazione dei rifiuti quindi accanto ad “umido” aggiungere “rifiuti che marciscono”, per esempio.
Questo nei casi più estremi, ma vi sono anche più semplici casi dove alcuni rifiuti sono di difficile identificazione: il tetrapak ad esempio non può essere riciclato, ma io cittadino come faccio a saperlo?
Per non parlare di rifiuti particolari e pericolosi (pile, medicinali, elettrodomestici).
2) Secondo aspetto. Qui tutti i cittadini si chiedono: una volta che i contenitori vengono svuotati e i camion ripartono, questi rifiuti vengono veramente portati in impianti di differenziazione? E se si, come procede il loro trattamento?
E mi sembra giusto che nel momento in cui il cittadino si impegni nella differenziata gli sia data la possibilità di sapere e di poter constatare direttamente, con i suoi occhi che tutto il resto della catena di cui lui è a capo funzioni e funzioni bene.
3) Il terzo punto io lo metto a conclusione dei primi due. Ad oggi il cittadino è completamente tagliato fuori da tutto il processo dei rifiuti. Ogni famiglia che fa la raccolta differenziata è una realtà a se, slegata dal resto della catena. Non sa se quello che fa ha una vera utilità, perché non sa cosa poi ne viene fatto di questi rifiuti. Non sa se sta facendo bene la raccolta perché non c’è alcuna informazione sul come procedere nella raccolta e come andare in contro ad eventuali problemi. Non è incoraggiato a raccogliere perché non sa se lo sta facendo solo lui, non sa a quanta percentuale di raccolta differenziata si è arrivati nel proprio comune, per non parlare poi della mancanza di incentivo economico (che sembra quasi fantascienza).
Allora io chiedo al Comune di fare una campagna di informazione! Si ora! Proprio in questa situazione di emergenza! Perché solo con la cittadinanza attiva si può fare qualcosa e a Quarto di forza di volontà nei cittadini ce n’è molta, ma bisogna alimentarla con la conoscenza.
Proposte:
1) Informazione tramite il sito web del Comune di Quarto che deve avere una pagina costantemente aggiornata sul problema rifiuti in Campania e a Quarto, con un area dove vengano visualizzate le proposte dei cittadini e del municipio stesso, i progetti, le idee. Sempre nella stessa pagina, un’ area dove ci siano le soluzioni adottate altrove, perché anche questo è importantissimo, il confronto con comuni che già fanno e fanno bene. Un'altra area nella stessa pagina web o in un'altra dove sia visualizzabile su una mappa interattiva la dislocazione dei contenitori per i rifiuti e i contenitori per rifiuti particolari o pericolosi. Nella stessa area verrà visualizzato l’ andamento della raccolta differenziata, come effettuare la raccolta, dove gettare rifiuti particolari o pericolosi, qual è la destinazione dei rifiuti e chi se ne occupa, con link diretto al sito web dell’ impresa. Inoltre un area web dedicata ai consigli, con domanda e risposta tra cittadini e l’ operatore preposto alla manutenzione di tale area web, che ovviamente deve essere istruito e capace di rispondere sul tema rifiuti e raccolta differenziata.
2) Campagna di informazione e di educazione nelle scuole, nelle associazioni e con punti info nei supermercati.
Organizzare quindi degli operatori capaci di informare le persone su ciò che concerne la raccolta differenziata, dando consigli utili anche sui prodotti che si acquistano in base al loro impatto come rifiuti, questo per alimentare una coscienza maggiore nel cittadino rispetto a ciò che si acquista.
Particolarmente nelle scuole è importante questo lavoro di informazione. Dalle elementari alle medie superiori, con l’ aiuto di operatori o associazioni, gli insegnanti devono attivarsi nell’ educazione.
Iniziando per esempio a fare raccolta differenziata nelle scuole stesse, facendo conoscere ai ragazzi la differenza tra i prodotti, i rifiuti particolari ed il loro smaltimento, la loro capacità di recupero e perché no, anche inserirli verso un acquisto cosciente del prodotto meno inquinante.
Riterrei molto importante inoltre che alle scuole sia permesso di visitare gli impianti di differenziazione. Primo perché così il cittadino possa controllare egli stesso il reale funzionamento del processo (ed ha tutto il diritto di farlo!), secondo per rendere più partecipi gli studenti stessi.
Quando il meccanismo di informazione, educazione e trasparenza tra cittadino, municipio ed ente preposto alla raccolta e al riciclo sarà a pieno regime, sarà possibile fare moltissimi passi avanti in senso ecologico e sociale.
Questo per quanto concerne la campagna informazione che non deve porsi limiti temporali ma essere una costante al servizio del cittadino e dovrebbe prendere il via da subito, mentre la giunta comunale si riunisce per porre soluzioni alla questione raccolta differenziata, in modo che il cittadino sappia quello che si sta facendo.

Mi permetto a questo punto di fare qualche proposta sulla raccolta differenziata.
Più volte in questi giorni, in televisione e sui giornali è stata segnalata la realtà del Comune di Mercato San Severino, che ha adottato un interessante sistema per incentivare la raccolta differenziata. Sicuramente ne sarete già a conoscenza ma non è male sottolineare nuovamente l’ efficiente soluzione che hanno adottato.
Tutto si basa su un dispositivo che stampa codici a barre sui sacchetti per la differenziata e su un database che raccoglie informazioni sul quantitativo di raccolta differenziata fatta dai cittadini.
Al cittadino viene consegnato il sacchetto con il codice a barre che indica tra l’ altro il tipo di rifiuto raccolto in quel sacchetto, una volta che questo si è riempito, l’ operatore ecologico facendo raccolta porta a porta prende il sacchetto e passa l’ apparecchio lettore sul codice a barre, registrando nel database le informazioni relative al tipo di rifiuto raccolto da quel cittadino. Nel database viene registrato ogni sacchetto di rifiuti prodotto da ogni cittadino, in modo che sia possibile controllare quanta raccolta viene fatta. Inoltre il cittadino producendo differenziata accumula punti nel database che gli permettono di avere risparmi economici su bollette e altre imposte.
Il cittadino può controllare via internet o andando alla centrale della differenziata, il suo stato di accumulo punti.
Ecco di seguito il sito web del dispositivo per i codici a barre:
http://www.logos99.com/easy.htm
Capisco che ovviamente il problema non è adottare l’ apparecchio in se, ma trovare l’ azienda per la raccolta differenziata capace di lavorare con rispetto del cittadino e forse trovare il sito per far sorgere l’ impianto.
Ma forse è utile in questi casi chiedere consiglio a chi le cose le ha già fatte.
Come minimo per incentivare il cittadino a fare la differenziata credo sia auspicabile una raccolta da parte degli operatori “porta a porta”, oramai in funzione in quasi tutti i comuni.
Da Mercato San Severino a Milano per ciò che concerne lo smaltimento di rifiuti particolari.
Il cittadino non può trovarsi in difficoltà ogni qual volta debba sbarazzarsi di elettrodomestici mobili e altri rifiuti ingombranti.
A Milano è stato messo a disposizione uno spiazzale (di propietà della ditta preposta alla raccolta differenziata) con vari contenitori, molto grandi, nei quali i cittadini possono buttare rifiuti ingombranti. Divisi per tipologie ovviamente: elettrodomestici, legno (si possono buttare anche mobili), metallo e perfino rifiuti chimici (vernici, solventi ecc.).
Ogni cittadino va con la sua macchina e scarica gratuitamente i rifiuti particolari o se ha problemi di trasporto chiama la ditta (che è ovviamente la stessa che fa la differenziata) e che manda i sui mezzi, ovviamente questo a pagamento ma con costo accessibile e non scoraggiante.
Non bisogna sottovalutare quest’ aspetto perché molte volte la difficoltà di sbarazzarsi di questi rifiuti particolari fa si che la gente li getti via in mezzo alle campagne o su strade abbandonate.
Lo so bene perché vivendo vicino la cava di via Spinelli vedo con i miei occhi quanti rifiuti spesso pericolosi vengono gettati via senza alcuna cura per la terra.
I supermercati, i negozzi e i centri commerciali come avanguardia del progetto.
Come già avete iniziato a fare con l’ ordinanza diretta ai negozi per evitare l’ ingombro dai cartoni, è necessario partire proprio dai centri commerciali e dai supermercati per ciò che concerne un corretto smaltimento dei rifiuti. La raccolta differenziata deve essere fatta prima di tutto qui. Per esempio sarebbe utile installare nell’ Ipercoop di Quarto, dei contenitori di differenziata, quelli che hanno il sostegno con quattro buste separate sulle quali vi è indicato il tipo di rifiuto, mettendoli a distanze ragionevoli lungo i negozzi.
Questa, la cosa più semplice, poi però bisogna controllare che gli imballaggi stessi dei prodotti venduti nei centri commerciali, supermercati o negozi vengano differenziati e lo stesso si faccia per i rifiuti organici.
Il trattamento dell’ umido nelle case con giardino o nelle campagne.
Da circa un anno a casa mia, nel giardino, stiamo sperimentando la compostiera. Si tratta di una campana di plastica dove si inseriscono i rifiuti umidi e si lasciano fermentare per circa cinque mesi, alla fine si ottiene concime. All’ inizio ovviamente è stato difficile capire come funzionasse sempre per il problema di una insufficiente informazione. Siamo riusciti però a farla funzionare correttamente dopo un po di prove e posso dire che può essere utile, per chi abbia il giardino, averne una. Ma anche qui è necessaria un’ educazione, non si può buttare dentro il composter tutto ciò che è organico. Il grasso per esempio è dannoso, così anche le bucce di noci che ci mettono anni a decomporsi o altri materiali.
Poi è necessario tenere il contenitore compost al sole e rimestarne il contenuto settimenalmente.
Questa mia lunga parentesi per dire che sarebbe utile, in un paese dove gran parte del territorio è fatto di campagne e coltivazioni (dove già naturalmente si fa un riciclo dell’ umido dandolo agli animali) ma anche di giardini e piccoli orti, pubblicizzare un simile strumento.
Facendo magari un accordo con le ditte produttrici che possano fornire operatori capaci di educare non solo al momento dell’ acquisto ma anche dopo sul trattamento del compost.
Un'altra proposta può essere che il comune acquisti a proprie spese i composter dandole in comodato d’ uso ai privati (io l’ ho acquistato a 70 € ma comprandolo all’ ingrosso, magari facendo un particolare accordo con la ditta produttrice potrebbe costare molto di meno), controllando tramite degli operatori ogni tre mesi l’ andamento della fermentazione.
Il trattamento dell umido a grande scala.
Questo varrebbe per coloro i quali non abbiano giardino e quindi la possibilità di avere un composter proprio.
Sempre con una raccolta porta a porta si potrebbe portare avanti un compostaggio in appositi impianti, su grande scala.
Poi magari vendere il compost come concime alle aziende agricole non necessariamente Quartesi, e il ricavato andrebbe come utile della ditta preposta al compostaggio (che sarebbe meglio se fosse la stessa che si occupa del resto della raccolta differenziata).
Anche qui per i cittadini è necessario ricevere un educazione sul cosa considerere umido riciclabile e cosa no.
Per concludere voglio dire che credo molto nei piccoli comuni della periferia di Napoli come Quarto, ma anche Pozzuoli e Bacoli. Qui infatti credo sia possibile dato il minor numero di abitanti creare uno spirito di rivalsa verso questa situazione di stallo che dura da anni. Credo sia possibile attivare i cittadini, dare loro coscienza e proporre idee e progetti all’ avanguardia a cui Napoli per le sue grandi dimensioni e per la sua realtà ormai contorta non ha facile accesso.
I comuni dell’ area flegrea hanno quindi, secondo me, tutte le carte in regola per fare da avanguardia e poi offrire soluzioni alla città di Napoli.

Sinceri saluti
e un augurio per il compito
difficile che si trova a svolgere

Walter Mattozzii